Descrizione
Domenica 13 settembre

Le spiagge adriatiche ospitano ancora i vacanzieri di settembre, ma basta risalire per pochi chilometri l’ampia Valmarecchia per trovarsi in un ambiente completamente diverso: morbide colline argillose alternate a calanchi e a sorprendenti rupi calcaree, sulle quali spiccano rocche e torri di guardia. Terra di antichissimo popolamento, corridoio naturale tra Romagna e Toscana, contesa a lungo tra le signorie rivali dei Montefeltro e dei Malatesta, stirpe di attaccabrighe, questi ultimi, a giudicare dalla presentazione ben poco lusinghiera che ne fa Dante. Se nel segreto dei manieri si conserva il ricordo di truci fatti di sangue e di delicate, inquietanti presenze, lungo il nostro percorso incontreremo anche commoventi segni della pietà popolare. E non mancheranno splendidi punti panoramici sulla Valmarecchia e sul Monte Titano, meritate soste dopo ogni salita.
Il trekking parte dal parcheggio adiacente al panificio Marecchia appena dopo il ponte, ai piedi di Verucchio, culla dei Malatesta. Il primo km è su asfalto, poi a sinistra imbocchiamo la ciclopedonale su terreno battuto parallela al fiume Marecchia. Troviamo subito una fontana ottima per chi dovesse fare rifornimento d’acqua. Da qui in poi il trekking sarà una piacevole passeggiata in piano, tra prati, campi coltivati, macchia boschiva e il fiume, facilmente raggiungibile per tutto il percorso. In lontananza Verucchio, la piccola capitale etrusca che domina la valle. Dopo una quarantina di minuti, il sentiero si ricongiunge alla strada: Saiano si profila già sopra di noi, su un alto sperone roccioso sovrastato da un poderoso torrione cilindrico. Se un castrum Saiani risulta attestato fin dal 1186, la frequentazione di questo singolare sito è sicuramente molto più remota se, come probabile, il nome Saiano deriva da Saxum Jani, Sasso di Giano, il dio protettore dei confini e degli inizi.
Lasciata la strada, ci inerpichiamo sul tracciato che conduce al santuario mariano, indicato da una grande croce bianca e costellato sulla roccia da un’infinità di piccoli oggetti votivi, segno della devozione popolare che da secoli lega queste terre al Santuario, e che sembra ricollegarsi ad epoche davvero antiche: tra le roccette si può individuare un sedile naturale che, secondo la credenza, consentirebbe alle giovani spose che si fossero lì sedute di coronare il sogno di una maternità troppo a lungo attesa. Non è difficile, infatti, tra i tanti escursionisti, individuare coppie che nel marsupio appeso alle spalle portano al santuario rosei frugoletti appena nati, quale segno di gratitudine.
Dalla balconata di Saiano la vista sulla Valmarecchia è davvero spettacolare, da Verucchio a San Marino si individuano i colli di Montebello, il Pincio, l’Aquilone e altri
ancora. Ridiscendiamo ai piedi dell’eremo per prendere il sentiero CAI 03 verso Montebello, aggirando lo sperone roccioso a sinistra. Ora il sentiero è tutto graduale salito, addolcita dagli scorci panoramici sulla valle. A metà della strada incontriamo Fontanabuona, una fresca sorgiva d’acqua dove è possibile riprendere fiato. Il castello di Montebello è ora sopra di noi, l’ultimo tratto di ripida salita tra i cipressi ci porta alle porte dell’incantevole borgo medioevale adagiato ai piedi del castello. Qui la pausa è d’obbligo: chi vuole può visitare il castello e fare la conoscenza di Azzurrina, la tenera fantasmina che ancora si aggira da queste parti, gli altri possono assaggiare prelibatezze nei tanti localini tradizionali del borgo. Ammirando il panorama, si potrà ben comprendere quale fosse l’importanza strategica della fortezza, non a caso chiamata Mons Belli, monte della guerra.
Da qui inizia l’ultima parte del nostro percorso, lungo il Sentiero CAI 03A, che scende nel fitto bosco per poi risalire in modo deciso verso il versante orientale della rupe di Torriana. Evitando la provinciale, il sentiero escursionistico sale tra speroni di roccia e fitta vegetazione, sbucando direttamente sullo spiazzo panoramico di fronte al Castello Due Torri di Scorticata, altra fortezza appartenuta per secoli ai Malatesta e, a partire dal XVI secolo, quando ormai aveva perso ogni importanza militare, passata di mano in mano. Forse nei suoi sotterranei, forse accanto alla vicina torre di guardia ormai in rovina, è avvenuta la sanguinosa vendetta con cui i figli di Paolo Malatesta uccisero lo zio Gianciotto, reo di aver assassinato il fratello e la cognata (gli indimenticabili amanti della Divina Commedia, Paolo e Francesca).
Un ultimo sguardo al panorama considerato “il più bello della Romagna” (giudicherete voi), prima di riprendere il pullman per il ritorno.
SCHEDA TECNICA
Partenza: ore 6:30 dal parcheggio della Villetta
Ritorno: ore 20.00 circa (traffico permettendo).
Difficoltà: E
Lunghezza: km 11
Dislivello complessivo: + m. 550
Tempo di percorrenza stimato: 5 ore e mezza (soste comprese)
Terreno: sterrato; sentieri boschivi, tratti di asfalto
Quota di partecipazione: € 45 (include trasporto in pullman Gran Turismo, il biglietto per eventuale visita al castello è escluso).
NB: lungo il percorso sono presenti fontane: poco dopo la partenza, a Saiano (area pic-nic), alla sorgente Fontanabuona, nel parcheggio fuori dalle mura di Montebello.
Per ulteriori informazioni contattare Laura e Maristella

